Sto sul monte e guardo giù,
dove sorge una città
sulle torri delle chiese
strilla forte il gallo rosso
rosso il cielo delle fiamme
rosse le strade di sangue
rossi sono i carri armati,
sta bruciando Budapest.
Oh Budapest!
soli abbiamo perduto
erano in tanti a parlare
quando non costava niente
e adesso chi c’è a morire con noi!!!
Tu borghese d’occidente
tu che hai moglie, figli e amante
le tue case sono calde
e non ti va di rischiare per Budapest.
Tu borghese d’occidente
hai raccolto sacchi d’oro
nati dal sangue magiaro
e poi ci hai incatenati al gigante dell’Est
Oh Budapest!
soli abbiamo perduto
erano in tanti a parlare
quando non costava niente
e adesso chi c’è a morire con noi!!!
Qui sul monte sto guardando
la fine di un’illusione
nata lungo il nostro fiume
e che muore assassinata con Budapest.
Oh Budapest!
soli abbiamo perduto
erano in tanti a parlare
quando non costava niente
e adesso chi c’è a morire con noi!!!
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mercoledì 4 novembre 2009
giovedì 17 settembre 2009
Una canzone: "Ribelli di Vandea"
Ride la piazza ed urla
al sangue che colora
il collo dei soldati
fedeli alla Corona,
che sopra i ceppi han’ baciato
i gigli dell’onore,
che col sorriso han’ gettato
di sfida un guanto ancor.
Siam del Re,
ladri e cavalieri,
nella notte noi andiam
il vento freddo del terrore
non ci potrà fermar.
La fede che noi
serviam con onor
dentro ai nostri cuor risplende
come un bel simbolo d’Amore
che al tron ci legò.
Spade di Vandea,
falci della boscaglia,
baroni e contadini,
ci aspetta la battaglia,
per giustiziar chi tagliò il giglio
là sulle ghigliottine,
per riabbracciar il sole di Francia
sulle nostre colline.
Siam del Re,
ladri e cavalieri,
nella notte noi andiam
il vento freddo del terrore
non ci potrà fermar.
Se un rosso fior
nasce in petto a noi,
è sangue di chi crede ancor,
di chi combatte i vincitor,
di uomini d’onor.
Nei cieli devastati
da giudici plebei,
dall’odio dei tribuni,
dal pianto degli dèi,
sbocciano i fior che i cavalieri
portano su i mantelli
son bianchi gigli che han’ profumato
il canto dei ribelli.
Siam del Re,
ladri e cavalieri,
nella notte noi andiam
il vento freddo del terrore
non ci potrà fermar.
al sangue che colora
il collo dei soldati
fedeli alla Corona,
che sopra i ceppi han’ baciato
i gigli dell’onore,
che col sorriso han’ gettato
di sfida un guanto ancor.
Siam del Re,
ladri e cavalieri,
nella notte noi andiam
il vento freddo del terrore
non ci potrà fermar.
La fede che noi
serviam con onor
dentro ai nostri cuor risplende
come un bel simbolo d’Amore
che al tron ci legò.
Spade di Vandea,
falci della boscaglia,
baroni e contadini,
ci aspetta la battaglia,
per giustiziar chi tagliò il giglio
là sulle ghigliottine,
per riabbracciar il sole di Francia
sulle nostre colline.
Siam del Re,
ladri e cavalieri,
nella notte noi andiam
il vento freddo del terrore
non ci potrà fermar.
Se un rosso fior
nasce in petto a noi,
è sangue di chi crede ancor,
di chi combatte i vincitor,
di uomini d’onor.
Nei cieli devastati
da giudici plebei,
dall’odio dei tribuni,
dal pianto degli dèi,
sbocciano i fior che i cavalieri
portano su i mantelli
son bianchi gigli che han’ profumato
il canto dei ribelli.
Siam del Re,
ladri e cavalieri,
nella notte noi andiam
il vento freddo del terrore
non ci potrà fermar.
lunedì 6 luglio 2009
Una canzone: "Fortuna Imperatrix Mundi"
I
O Fortuna,
Velut luna
statu variabilis,
semper crescis
aut decrescis;
vita detestabilis
nunc odurat
et tunc curat
ludo mentis aciem,
egestatem,
potestatem
dissolvit ut glaciem.
Sors immanis
et inanis,
rota tu volubilis,
status malus,
vana salus
semper dissolubilis,
obumbrata
et velata
michi quoque niteris;
nunc per ludum
dorsum nudum
fero tui sceleris.
Sors salutis
et virtutis
michi nunc contraria,
est affectus
et defectus
semper in angaria.
Hac in hora
sine mora
corde pulsum tangite;
quod per sortem
sternit fortem,
mecun omnes plangite!
II
Fortune plango vulnera
stillantibus ocellis,
quod sua michi munera
subtrahit rebellis.
verum est, quod legitur,
fronte capillata,
sed plerumque sequitur
Occasio calvata
In Fortune solio
sederam elatus,
prosperitatis vario
flore coronatus;
quicquid tamen florui
felix et beatus,
nunc a summo corrui
gloria privatus.
Fortune rota volvitur:
descendo minoratus;
alter in altum tollitur;
nimis exaltatus
rex sedet in vertice -
caveat ruinam!
nam sub axe legimus
Hecubam reginam.
Carmina Burana, musicato da Carl Orff
O Fortuna,
Velut luna
statu variabilis,
semper crescis
aut decrescis;
vita detestabilis
nunc odurat
et tunc curat
ludo mentis aciem,
egestatem,
potestatem
dissolvit ut glaciem.
Sors immanis
et inanis,
rota tu volubilis,
status malus,
vana salus
semper dissolubilis,
obumbrata
et velata
michi quoque niteris;
nunc per ludum
dorsum nudum
fero tui sceleris.
Sors salutis
et virtutis
michi nunc contraria,
est affectus
et defectus
semper in angaria.
Hac in hora
sine mora
corde pulsum tangite;
quod per sortem
sternit fortem,
mecun omnes plangite!
II
Fortune plango vulnera
stillantibus ocellis,
quod sua michi munera
subtrahit rebellis.
verum est, quod legitur,
fronte capillata,
sed plerumque sequitur
Occasio calvata
In Fortune solio
sederam elatus,
prosperitatis vario
flore coronatus;
quicquid tamen florui
felix et beatus,
nunc a summo corrui
gloria privatus.
Fortune rota volvitur:
descendo minoratus;
alter in altum tollitur;
nimis exaltatus
rex sedet in vertice -
caveat ruinam!
nam sub axe legimus
Hecubam reginam.
Carmina Burana, musicato da Carl Orff
domenica 28 giugno 2009
Una canzone: "Papa don't preach", di Madonna
Papà so che ti arrabbierai
perché io sono sempre stata la tua bambina
ma dovresti sapere ormai
che non sono così piccola
mi hai sempre insegnato la differenza tra giusto e sbagliato
ho bisogno del tuo aiuto, papi per favore sii forte
posso essere giovane di spirito
ma so quello che sto dicendo
il tipo su cui mi hai messo in guardia per tutto
quello che tu dicevi che potevo farne senza
siamo in un gran casino, e
non voglio dire forse — ti prego
papà non farmi la predica, sono in un mare di guai
papà non farmi la predica, ho perso il sonno
ma mi sono decisa, terrò il mio bambino, oh
terrò il mio bambino, mmm...
Lui dice che mi sposerà e potremo allevare una piccola famiglia
forse staremo bene, è un sacrificio
ma i miei amici continuano a dirmi di lasciar perdere
dicendo che sono troppo giovane, dovrei godermi la vita
quello di cui ho bisogno ora è un buon consiglio, per favore
papà non farmi la predica, sono in un mare di guai
papà non farmi la predica, ho perso il sonno
ma mi sono decisa, terrò il mio bambino, oh
terrò il mio bambino, mmm...
Papi, papi se potessi solo vedere
come lui mi ha trattata bene
ci daresti la tua benedizione subito
perché siamo innamorati, siamo innamorati, perciò ti prego
papà non farmi la predica, sono in un mare di guai
papà non farmi la predica, ho perso il sonno
ma mi sono decisa, terrò il mio bambino, oh
terrò il mio bambino, mmm...
Papà non farmi la predica, sono in un mare di guai
papà non farmi la predica, ho perso il sonno
papà non farmi la predica, sono in un mare di guai
papà non farmi la predica, ho perso il sonno
oh, terrò il mio bambino, ooh
non smettere di amarmi papi
lo so, terrò il mio bambino.
perché io sono sempre stata la tua bambina
ma dovresti sapere ormai
che non sono così piccola
mi hai sempre insegnato la differenza tra giusto e sbagliato
ho bisogno del tuo aiuto, papi per favore sii forte
posso essere giovane di spirito
ma so quello che sto dicendo
il tipo su cui mi hai messo in guardia per tutto
quello che tu dicevi che potevo farne senza
siamo in un gran casino, e
non voglio dire forse — ti prego
papà non farmi la predica, sono in un mare di guai
papà non farmi la predica, ho perso il sonno
ma mi sono decisa, terrò il mio bambino, oh
terrò il mio bambino, mmm...
Lui dice che mi sposerà e potremo allevare una piccola famiglia
forse staremo bene, è un sacrificio
ma i miei amici continuano a dirmi di lasciar perdere
dicendo che sono troppo giovane, dovrei godermi la vita
quello di cui ho bisogno ora è un buon consiglio, per favore
papà non farmi la predica, sono in un mare di guai
papà non farmi la predica, ho perso il sonno
ma mi sono decisa, terrò il mio bambino, oh
terrò il mio bambino, mmm...
Papi, papi se potessi solo vedere
come lui mi ha trattata bene
ci daresti la tua benedizione subito
perché siamo innamorati, siamo innamorati, perciò ti prego
papà non farmi la predica, sono in un mare di guai
papà non farmi la predica, ho perso il sonno
ma mi sono decisa, terrò il mio bambino, oh
terrò il mio bambino, mmm...
Papà non farmi la predica, sono in un mare di guai
papà non farmi la predica, ho perso il sonno
papà non farmi la predica, sono in un mare di guai
papà non farmi la predica, ho perso il sonno
oh, terrò il mio bambino, ooh
non smettere di amarmi papi
lo so, terrò il mio bambino.
venerdì 17 aprile 2009
Una canzone: "Berlino", di Leo Valeriano
Il cielo è sempre grigio
la gente indifferente.
Berlino dal muro di fango
ha sempre canzoni di morte.
Berlin, oh mein Berlin, Berlin
cantava nel sole
ogni ragazzo che è morto
per te.
E mentre il mondo invoca la pace
nelle tue strade muore ogni giorno
la Libertà.
Fate parlare la Freederichstrasse!
Fate parlare Brandeburger Tor.
Racconteranno di Seidel.
Racconteranno di Fechter.
E vi diranno le pene
della mia bella città!
Berlin, oh mein Berlin, Berlin
la gente tranquilla
si è già scordata di te.
Daremo ai profughi una coperta
ed un lavoro alle fabbriche Krupp,
purché non turbino il sonno
di queste nostre città:
Berlin, oh mein Berlin, Berlin
nessuno più vuole sentire
la tua preghiera!
Si vive solo per una speranza
che non dimentica la Libertà,
ma sulle croci del muro
c’è l’erba della viltà.
Berlin, oh mein Berlin, Berlin...
Berlin!!!
la gente indifferente.
Berlino dal muro di fango
ha sempre canzoni di morte.
Berlin, oh mein Berlin, Berlin
cantava nel sole
ogni ragazzo che è morto
per te.
E mentre il mondo invoca la pace
nelle tue strade muore ogni giorno
la Libertà.
Fate parlare la Freederichstrasse!
Fate parlare Brandeburger Tor.
Racconteranno di Seidel.
Racconteranno di Fechter.
E vi diranno le pene
della mia bella città!
Berlin, oh mein Berlin, Berlin
la gente tranquilla
si è già scordata di te.
Daremo ai profughi una coperta
ed un lavoro alle fabbriche Krupp,
purché non turbino il sonno
di queste nostre città:
Berlin, oh mein Berlin, Berlin
nessuno più vuole sentire
la tua preghiera!
Si vive solo per una speranza
che non dimentica la Libertà,
ma sulle croci del muro
c’è l’erba della viltà.
Berlin, oh mein Berlin, Berlin...
Berlin!!!
mercoledì 25 marzo 2009
Una canzone: "Ragazzi di Budapest", di Leo Valeriano
Avanti ragazzi di Buda
avanti ragazzi di Pest
studenti, braccianti, operai,
il sole non sorge più ad Est.
Abbiamo vegliato una notte
la notte dei cento e più mesi
sognando qui giorni d’ottobre,
quest’alba dei giovan’ ungheresi.
Ricordo che avevi un moschetto
sù portalo in piazza, ti aspetto,
nascosta tra i libri di scuola
anch’io porterò una pistola.
Sei giorni e sei notti di gloria
durò questa nostra vittoria
ma al settimo sono arrivati
i russi con i carri armati.
I carri ci schiaccian le ossa,
nessuno ci viene in aiuto
sull’orlo della nostra fossa
il mondo è rimasto seduto.
Iliuscia non dire a mia madre
non dirle che muoio stasera
ma dille che vado in montagna
e che tornerò a primavera.
Compagno, riposa il fucile
torneranno a cantare le fonti,
quel giorno, serrate le file
noi scenderemo dai monti.
avanti ragazzi di Pest
studenti, braccianti, operai,
il sole non sorge più ad Est.
Abbiamo vegliato una notte
la notte dei cento e più mesi
sognando qui giorni d’ottobre,
quest’alba dei giovan’ ungheresi.
Ricordo che avevi un moschetto
sù portalo in piazza, ti aspetto,
nascosta tra i libri di scuola
anch’io porterò una pistola.
Sei giorni e sei notti di gloria
durò questa nostra vittoria
ma al settimo sono arrivati
i russi con i carri armati.
I carri ci schiaccian le ossa,
nessuno ci viene in aiuto
sull’orlo della nostra fossa
il mondo è rimasto seduto.
Iliuscia non dire a mia madre
non dirle che muoio stasera
ma dille che vado in montagna
e che tornerò a primavera.
Compagno, riposa il fucile
torneranno a cantare le fonti,
quel giorno, serrate le file
noi scenderemo dai monti.
sabato 28 febbraio 2009
Una canzone: "In te", di Nek
Risalirò col suo peso
sul petto
come una carpa il fiume
mi spalmerò
sulla faccia rossetto
per farlo ridere
per lui poi comprerò
sacchetti di pop-corn
potrà spargerli
in macchina
per lui non fumerò
a quattro zampe andrò
e lo aiuterò a crescere
lui vive in te
si muove in te
con mani cucciole
è in te
respira in te
gioca e non sa
che tu vuoi buttarlo via
Gli taglierò
una pistola di legno
gli insegnerò a parlare
la sera poi con noi due
farà il bagno
e vi insaponerò.
Per lui mi cambierò
la notte ci sarò
perché non resti solo mai
per lui lavorerò,
la moto venderò
e lo proteggerò, aiutami.
Lui vive in te
Lui ride in te
o sta provandoci
è in te, si scalda in te
dorme o chissà,
lui sta già ascoltandoci.
Lui si accuccerà
dai tuoi seni berrà
con i pugni vicini
tra noi dormirà
e un pò scalcerà
saremo i cuscini noi due.
Con gli occhi chiusi lui
la vita afferra già
il figlio che non vuoi
è già con noi.
Lui vive in te si culla in te
con i tuoi battiti
è in te
lui nuota in te
gioca chissà...
è lui il figlio
che non vuoi
sul petto
come una carpa il fiume
mi spalmerò
sulla faccia rossetto
per farlo ridere
per lui poi comprerò
sacchetti di pop-corn
potrà spargerli
in macchina
per lui non fumerò
a quattro zampe andrò
e lo aiuterò a crescere
lui vive in te
si muove in te
con mani cucciole
è in te
respira in te
gioca e non sa
che tu vuoi buttarlo via
Gli taglierò
una pistola di legno
gli insegnerò a parlare
la sera poi con noi due
farà il bagno
e vi insaponerò.
Per lui mi cambierò
la notte ci sarò
perché non resti solo mai
per lui lavorerò,
la moto venderò
e lo proteggerò, aiutami.
Lui vive in te
Lui ride in te
o sta provandoci
è in te, si scalda in te
dorme o chissà,
lui sta già ascoltandoci.
Lui si accuccerà
dai tuoi seni berrà
con i pugni vicini
tra noi dormirà
e un pò scalcerà
saremo i cuscini noi due.
Con gli occhi chiusi lui
la vita afferra già
il figlio che non vuoi
è già con noi.
Lui vive in te si culla in te
con i tuoi battiti
è in te
lui nuota in te
gioca chissà...
è lui il figlio
che non vuoi
lunedì 23 febbraio 2009
Una canzone: "La carmagnola"
A lu suono de grancascia
viva lu popolo bascio.
A lu suono de tamburielli
sò risorte li puverielli.
A lu suone de campane
viva viva li pupulane.
A lu suono de viuline
morte alli giacubbine.
Sona sona sona carmagnola
sona li cunsiglia viva o rrè cu la famiglia.
A santeremo tanta forte
l’hanno fatto comm’a ricotta
A stu cornuto sbrevognato
l’hanno miss’ ‘a mitria n’capa.
Maistà chi t’ha traduto
chi stù stommaco ha avuto
e signore e cavaliere
te vulevano prigiuniere.
Sona sona sona carmagnola
sona li cunsiglia viva o rrè cu la famiglia.
Alli tredece de giugno
sant’Antonio glurioso
e signure sti birbante
e facettero o mazze tante.
Sò venute li francise
aute tasse nci hanno mise.
Libertè... Egalitè
tu arrobbe ammé io arrobbe attè.
Sona sona sona carmagnola
sona li cunsiglia viva o rrè cu la famiglia.
Li franciese sò arrivate
ci hanno bbuono carusate.
E vuolà e vuolà
cavece n’culo alla libbertà.
E’ fernuta l’uguaglianza
è fernuta la libbertà
pe’ vuie sò dulure e panza
signò jateve a cuccà.
Sona sona sona carmagnola
sona li cunsiglia viva o rrè cu la famiglia.
Passaie lu mese chivuso
le ventuso e l’addiruso
a lu mese ca se mete
hanno avuto l’aglio arrete.
Viva tata maccarone
ca rispetta la religione
Giacubbine iate a mare
ch’abbrucia lu panare.
Sona sona sona carmagnola
sona li cunsiglia viva o rrè cu la famiglia.
viva lu popolo bascio.
A lu suono de tamburielli
sò risorte li puverielli.
A lu suone de campane
viva viva li pupulane.
A lu suono de viuline
morte alli giacubbine.
Sona sona sona carmagnola
sona li cunsiglia viva o rrè cu la famiglia.
A santeremo tanta forte
l’hanno fatto comm’a ricotta
A stu cornuto sbrevognato
l’hanno miss’ ‘a mitria n’capa.
Maistà chi t’ha traduto
chi stù stommaco ha avuto
e signore e cavaliere
te vulevano prigiuniere.
Sona sona sona carmagnola
sona li cunsiglia viva o rrè cu la famiglia.
Alli tredece de giugno
sant’Antonio glurioso
e signure sti birbante
e facettero o mazze tante.
Sò venute li francise
aute tasse nci hanno mise.
Libertè... Egalitè
tu arrobbe ammé io arrobbe attè.
Sona sona sona carmagnola
sona li cunsiglia viva o rrè cu la famiglia.
Li franciese sò arrivate
ci hanno bbuono carusate.
E vuolà e vuolà
cavece n’culo alla libbertà.
E’ fernuta l’uguaglianza
è fernuta la libbertà
pe’ vuie sò dulure e panza
signò jateve a cuccà.
Sona sona sona carmagnola
sona li cunsiglia viva o rrè cu la famiglia.
Passaie lu mese chivuso
le ventuso e l’addiruso
a lu mese ca se mete
hanno avuto l’aglio arrete.
Viva tata maccarone
ca rispetta la religione
Giacubbine iate a mare
ch’abbrucia lu panare.
Sona sona sona carmagnola
sona li cunsiglia viva o rrè cu la famiglia.
giovedì 5 febbraio 2009
Una canzone: "Il domani appartiene a noi"
Ascolta il ruscello che sgorga lassù
ed umile a valle scompar,
e guarda l’argento del fiume
che sereno e sicuro va.
Osserva dell’alba il primo baglior
che annuncia la fiamma del sol
ciò che nasce puro, più grande vivrà
e vince l’oscurità.
La tenebra fugge i raggi del sol
Iddio dà gioia e calor
nei cuori la speranza non morirà.
Il domani appartiene a noi.
Ascolta il mio canto che sale nel ciel
verso l’immensità
unisci il tuo grido di libertà
comincia l’uomo a lottar.
Chi sfrutta nell’ombra sapremo stanar
se uniti noi marcerem
l’usura e il pugno noi vincerem.
Il domani appartiene a noi.
La terra dei padri, la fede immortal
nessuno potrà cancellar
il sangue, il lavoro, la civiltà.
Cantiamo la tradizion.
La terra dei padri, la fede immortal,
nessuno potrà cancellar
il popolo vinca dell’oro i signor.
Il domani appartiene a noi.
ed umile a valle scompar,
e guarda l’argento del fiume
che sereno e sicuro va.
Osserva dell’alba il primo baglior
che annuncia la fiamma del sol
ciò che nasce puro, più grande vivrà
e vince l’oscurità.
La tenebra fugge i raggi del sol
Iddio dà gioia e calor
nei cuori la speranza non morirà.
Il domani appartiene a noi.
Ascolta il mio canto che sale nel ciel
verso l’immensità
unisci il tuo grido di libertà
comincia l’uomo a lottar.
Chi sfrutta nell’ombra sapremo stanar
se uniti noi marcerem
l’usura e il pugno noi vincerem.
Il domani appartiene a noi.
La terra dei padri, la fede immortal
nessuno potrà cancellar
il sangue, il lavoro, la civiltà.
Cantiamo la tradizion.
La terra dei padri, la fede immortal,
nessuno potrà cancellar
il popolo vinca dell’oro i signor.
Il domani appartiene a noi.
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